Sergio Tedeschi

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Permettetemi, per Sergio Tedeschi, di riproporre uno dei pezzi migliori scritti in questi sei anni di blog e colgo l’occasione per ringraziare Sergio che con le sue gesta, è una proficua fonte di ispirazione per la satira politica locale.

In quel tempo, si avvicinavano a Gino tutti i cittadini del Belvedere e i peccatori che non avevano pagato le bollette dell’acquedotto pugliese, per ascoltarlo. Ma i farisei detti anche  cantieristi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Forza Italia aveva due figli. Il più giovane di loro di nome Sergio disse al padre: “Padre, dammi i voti che mi spettano”. Ed egli divise fra loro i beni. Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, di nome Centro Democratico, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, senza ricavarne niente, egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con il capo degli abitanti di Centro Sinistra, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava, né riusciva a ricavare un misero consigliere con il quale rivendicare un assessorato. Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane e consulenze in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo azzurro e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”.
Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò.
E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo azzurro e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al naso e delle Hogan ai piedi;
portate fuori il Carlo Roselli ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato anche se per questa volta dovrà accontentarsi di Nunzia Mazzilli, Luigi Di Ciommo e FrancescosaverioTota”.

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