L’evoluzione della Specie – Speciale ballottaggio: Renato Bucci e Franco Caputo.

L’evoluzione della Specie

Speciale ballottaggio: Renato Bucci e Franco Caputo.

Eccoci qui… mancano meno di 3 giorni e Corato, dopo 10 anni di regno Perrone, avrà il suo sindaco nuovo di zecca. La storia dei due contendenti del 2013 parte da molto lontano, da quando a contendersi lo scettro neroverde c’erano Gino di Gennaro e Anna Mininno da una parte e l’Avv. Anelli e Maria Bovino dall’altra. Altri tempi.

Partiamo da Renato Bucci in rigoroso ordine alfabetico.  I santini di Renato cominciano ad apparire

RENATOBUCCI2003nel 2003 quando all’ombra della quercia i Democratici di Sinistra (così si chiamavano all’epoca) perdevano il loro tempo a fare i girotondi e il centrodestra faceva man bassa sia a livello nazionale che cittadino. Ecco che un giovane dall’aspetto  “nerd” si presenta alla platea politica cittadina.  Capello lungo gelatinato, occhiale dalla montatura anonima, giacca e cravatta.  Il nuovo che avanza. Che avanza, perché sembra che quell’anno da eleggere non ce n’erano più e quindi si è ritrovato in consiglio comunale. Poi è arrivata l’era (si fa per dire) di Maria Bovino, i DS si trasformano nell’attuale PD, e Renato, che nel 2003 sembrava un giovane di belle speranze subisce un involuzione. Insomma, la primavera non arriva e il bruco, di trasformarsi in farfalla non ne vuol sapere. Ed ecco quindi che si presenta all’elettorato con un santino anonimo. I capelli cominciano a RENATOBUCCI2008mancare e quindi cosa c’è di meglio del taglio corto per nascondere le malefatte della crine? L’occhiale sembra lo stesso di cinque anni prima e il look è ancora più anonimo tant’è che nella lista arriva settimo con la miseria di 176 voti. In questi 5 anni, la svolta. Sembra allontanarsi da quelli che sono i canoni del centro sinistra italiano e ne risente quello che sarà anche il suo aspetto elettorale. I capelli diventano più brizzolati e più lunghi, finalmente cambia montatura agli occhiali, il pizzetto gli dà un aspetto un po’ più al passo coi tempi e che lo ringiovanisce di almeno 10 anni. Saranno quelli dell’amministrazione Perrone?

RENATOBUCCI2013

I santini di Franco Caputo invece rappresentano la continuità di cui ha fatto slogan nella sua campagna elettorale, tutti uguali fino al 2008, poi è cambiato qualcosa in lui.

FRANCOCAPUTO1997Nel 1997 viene eletto nell’amministrazione Di Gennaro. Sguardo corrucciato, barbetta incolta a voler accennare un pizzetto, capello cotonato, dire perfetto è dire poco. La camicia col collo alla francese sarà una costante di Franco Caputo. Nel 2000 con il suo partito appoggia Anna Mininno (in quanti se la ricorderanno?). ComincianoFRANCOCAPUTO2000 ad apparire i primi telefonini e Caputo coglie la palla al balzo per lanciare un slogan al passo coi tempi, ma che alla fine con la politica c’entra ben poco “UNA SCELTA DI CAMPO”, che significherà mai? Abbinato poi ad un altro slogan “…e anche noi per far crescere Corato”. Per il santino Franco si veste in blu, solita camicia alla francese, cravatta blu a pois bianchi (prestate molta attenzione a questa “mise”, la rivedremo più in là). Purtroppo l’accostamento non porta fortuna il centro destra perde le elezioni e ad essere eletto sarà il dott. Ruggiero Fiore del centro sinistra.

Comincia l’ “era Perrone” e nell’arco di questi dieci anni “Forza Italia” diventa “Il Popolo delle Libertà”. Nel 2003 Caputo sembra quasi spaventato da quella che forse sarà la giunta che cambierà la sua vita politica. I santini sono 2 quell’anno. Uno istituzionale e l’altro non convenzionale, con il solito abito scuro su uno sfondo tricolore a richiamare il simbolo di FORZA ITALIA.

FRANCOCAPUTO2003.1FRANCOCAPUTO2003.2

FRANCOCAPUTO2008.1Lo spavento mostrato nel 2003 lascia il passo alla sicurezza e alla disinvoltura nel 2008 e siFRANCOCAPUTO2008.2 ripresenta davanti l’obiettivo del fotografo con lo stesso abito di cinque anni prima, <<tanto… chi vuoi che se lo ricordi… al massimo mi cambio la cravatta>> avrà pensato, praticamente come si fa quando si va ai matrimoni ravvicinati… senonchè qualcuno deve avergli fatto notare la sottigliezza e nella stessa campagna elettorale corre a farsi un altro santino in tenuta più casual, cambia la camicia passando da una tinta unita alla francese a una a righe botton down e maglioncino arrotolato sulle spalle al posto della classica giacca, tutto diverso, senza equivoci stavolta.

Piccola parentesi per le elezioni provinciali del 2009. Per la prima volta al centro della campagna elettorale cittadina c’è lui, e la sorpresa non manca. FRANCO CAPUTO, UNO CHE SI FA IN 4. Recita lo slogan e lui che in maniche di camicia (ancora botton down) si rimbocca le maniche per darsi da fare ad ascoltare ad avere idee a essere disponibile e ad impegnarsi. Chapeau!!

 

FRANCOCAPUTO2009.1

FRANCOCAPUTO2009.2

FRANCOCAPUTO2013Ed eccoci finalmente ai giorni nostri. Via la giacca. Via la camicia con i bottoncini. Si ritorna all’antico, al collo alla francese. Il capello, brizzolato, è più lungo del solito e lo porta anche meno pettinato del solito. Il mezzo sorriso di chi si sente già la vittoria in tasca. Qualche ruga in più. 

Siamo però nel 2013. La campagna elettorale prima di farla in strada la si fa sul web e sul sito istituzionale di  Caputo la foto che campeggia nella pagina della sua biografia è un’altra. Abito scuro… camicia celeste con collo alla francese, cravatta blu a pois bianchi… come nel 2000…

Franco… le mani in vista eh….

 

FRANCOCAPUTOBIO1

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